Archivia per parole

Appunti d’inizio settimana

Pubblicato su Vita quotidiana di uno spettro con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 24, Giugno 2008 da Fernanda Corona

- Fa troppo caldo e sudo come un maiale.
- Ho troppo da studiare e in proporzione troppo poco tempo e poca concentrazione.
- I miei infradito preferiti si son rotti e mi son rimasti quelli che odio.
- Dormo troppo poco e faccio sogni e/o incubi rivoltanti.
- Fumo come una turca.
- Nessun tipo di cibo mi invoglia a nutrirmi e ne ho piene le palle di bere acqua.
- Non ho voglia di lavorare tra certa gente, ma devo.
- Le zanzare mi divorano e mi dimentico di comperare l’Autan.
- Il mio portatile ancora non si è visto e mi preparo ad un altro salasso.
- Il meccanico s’è preso tutti i miei risparmi per quella macchina di merda.
- I miei non sloggiano nemmeno il prossimo weekend e ho bisogno di spazio.
- Incontro chi non voglio assolutamente incontrare.
- Non ho tempo per vedere chi vorrei.
- Vorrei che i giorni passassero più in fretta per un po’.
- Avrei un sacco di cose da dire e/o da scrivere, ma non ho nè voglia nè tempo di farlo.

Uhm… con tutte queste lamentele sembra che io stia tornando al mio solito vecchio umore di femmina repressa e/o incazzata col mondo… Mi piace :D

Being a Son

Pubblicato su I love this bar con i tag, , , , , , , , , , , il 17, Giugno 2008 da Fernanda Corona

“Stasera ho pestato mio padre. Non fosse stato che mia madre piangeva, credo che l’avrei ammazzato. Adesso me ne sto in giro tutta la notte. Fammi un Montenegro Ferny. Doppio.”

Sono parole che mi son rimaste impresse nella mente. Seppure queste siano cose che succedono, non si crede che le persone riescano ad ammettere agli altri e a se stessi che forse si sarebbe potuto uccidere il proprio padre.

Tipico giovane bellunese che riversa la sua rabbia nel bicchiere. Tipico giovane che non mi stupirebbe commettesse un atto efferato simile.

Tu sai

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , , il 6, Giugno 2008 da Fernanda Corona

Tu sai che lo desideri e sai che lo vuoi fare e che nulla te lo impedirà. In questa fase nessuno dirà nulla che possa cambiare qualcosa.

Philip Roth

Al di là delle nuvole

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , il 27, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Mi porto dietro l’odore della tua pelle e delle tue parole.

dal film Al di là delle nuvole

Shutdown on Me

Pubblicato su Stasera voglio fare una festa, Vita quotidiana di uno spettro con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , il 18, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Una lunga notte solitaria a rigirarmi nel letto di una casa vuota. Una doccia bollente e una maratona assurda di telefilm, mentre non riuscivo a chiudere occhio e una marea di parole non dette che avrei voluto esprimere, ma non ho saputo fare.
Mi sono addormentata con il cellulare in mano e per l’ennesima volta il silenzio mi attanaglia e so che anche stavolta non me ne libererò facilmente. Queste mie fasi di chiusura al mondo giungono sempre nei momenti meno opportuni.

Nel pomeriggio sono andata da Barbara, voglio starle vicino in questo suo dolore senza dire grandi cose, solo starle accanto.

Una sfida a freccette e poi un salto in birreria e un pasto fugace ad Anzù. Il mio promemoria di venerdì sera non ha funzionato, comunque sia ho ben evitato il bancone dell’enoteca.

Altre due parole con Barbara prima di tornare a casa e riversarmi sui libri per preparare questo dannato esame in estremo ritardo. Devo darmi una regolata davvero o questa sessione d’esami sarà un disastro.

Afterhours Live

Pubblicato su Stasera voglio fare una festa, Una canzone per te con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 18, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Il risveglio è stato durissimo, ma la Tachipirina 1000 fa miracoli, o quasi.
La pausa caffè del pomeriggio mi ha portato una notizia molto sgradevole, che mi ha scossa.

E così dopo un abbraccio forte a Barbara, consapevole che le parole non servono quando si perde un amico ma che un abbraccio forse trasmette di più.
Ci sono passata da troppo poco tempo per non ricordare come ci si sente in questi momenti. Ci sono passata anche più di una volta. E le parole non fanno stare meglio.

Comunque sia avevo in mano i biglietti del concerto degli Afterhours, Esa al mio fianco e Gloria che ci aspettava. Qui non sarei servita a niente. Niente avrebbe cambiato le cose. E così siamo partite.
Comincia nuovamente a starmi stretta questa vallata.

Dopo una tappa al La Vinoteca di Segusino siamo partite alla volta di Pordenone ascoltando le migliori canzoni degli Afterhours della mia playlist tra una chiacchiera e l’altra.

Un bel panino grondante grasso e una birra fresca fuori dai cancelli del palasport tra una telefonata e l’altra a genitori, parenti e amici.

E dopo un’ora di attesa gli Afterhours hanno iniziato lo spettacolo.
E’ stato in assoluto uno dei migliori concerti a cui abbia assistito: un mare di emozioni, sensazioni, ricordi, fantasie che mi hanno trapassata e percorsa su quelle note.

Non puoi scordare dove son state le tue labbra; sai già come sarà, ma non sai più chi sei… La testa è così piena, non riesci più a pensare che anche senza te si possa ancora respirare! [Ballata per la mia piccola iena]

So che e’ deciso gia’ da mani che hanno fame di andar via c’e’ cosi’ poco intorno a te che lo rivuoi e non e’ speciale ma e’ per te e non sa di niente ma di te tu che questo figlio non lo vuoi e io, non so e io, non so. [Musa di nessuno]

Sai Mimì che la paura è una cicatrice che sigilla anche l’anima più dura non si può giocare con il cuore della gente se non sei un professionista, ma ho la cura io non tremo è solo un pò di me che se ne va [Bye Bye Bombay]

Ogni goccia di saliva che c’è in te ho cercato di sentirla mia la tua bocca cieca che mi aspetta sento che ha ragionevolmente fretta
Questa estate che ci cola tra le gambe dici che leccarla ti da un senso
sai è curioso perchè anch’io sento lo stesso è perchè io e te non ci crediamo che è successo. Ho il tuo profumo di sudore su di me ma ho ancora un senso per me stesso?
e succhiando il tuo respiro ti ho sentita sussultare la realtà che rientra proprio adesso [L'estate]

Riuscire a stringere tra le dita il plettro lanciato da Manuel Agnelli è stata un’emozione, pensavo quasi di farmi una collana ma poi ho realizzato di non poterlo perforare davvero.

E’ stata davvero un’esperienza strepitosa e assolutamente da ripetere. Ora ho pure la t-shirt da piccola iena e il mio stile da rocker credo diverrà meno salturario.

Tête à Tête

Pubblicato su Ci vorrebbe un amico, Stasera voglio fare una festa con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 27, Aprile 2008 da Fernanda Corona

Nel pomeriggio ho pellegrinato da un’amica all’altra per caffè, birrette e aperitivi secondo gli accordi presi. E poi voglia di starmene a casa oggi proprio non ne avevo.

Verso l’ora di cena mi son infilata nel primo supermercato che ho trovato per cercare l’ispirazione per cibarmi. Mentre girovago con aria pensierosa tra gli scaffali senza che niente mi provochi nemmeno un languorino, squilla il cellulare. Un prefisso fuori provincia e un sorrisone che mi si disegna in volto.

Esco dal supermercato con due bottiglie di delizioso vino bianco e salgo in auto canticchiando. Gloria saved my night!

In sottofondo Mtv con le sue 100 greatest songs of the 90’s e un mare di parole tra i fornelli mentre il profumo di cibo si diffonde nell’aria e il vino delizia i nostri palati.
Parole, parole, parole. Momenti impagabili nell’accorgersi di quanto si sia cambiate in questi tre mesi vedendosi con gli occhi dell’altra. Ricordare insieme chi ci ha lasciate all’improvviso cercando una spiegazione, cercando di mandar giù il boccone amaro. Raccontarci le sfumature che vanno oltre le password di un blog. Ridere dei ricordi e delle cose di noi che in fondo non cambiano mai. Aggiornarsi sulle vicende delle amicizie comuni. Sognare di esperienze e viaggi insieme. E accorgersi che il Müller Thurgau che abbiamo stappato sta finendo e siamo alticce.

Salire in macchina e fare una vasca in centro. Andare alla sagra del Boscariz a sentire i FuoriZona e cantare due canzoni guardandoci attorno.
Finire in birreria e incontrare un po’ di gente delle sue parti che ci fanno fare quattro risate.
Ci salutiamo ascoltando certe strane canzoni, che non citerò che è meglio.

E’ stata una serata fantastica e spero ce ne saranno altre così prima che Gloria eventualmente decida di ripartire. E egoisticamente spererei che rimanesse qui e partissimo poi insieme dopo la mia laurea. Ma comunque vada, internet ci terrà legate ovunque saremo.

Gloria è rientrata in patria e io non volevo infilarmi subito nel mio lettone freddo e vuoto così ho raggiunto Lory, Lianca e Max al Casot. Un’altra ondata di parole e un paio di sigarette e senza accorgersene s’è fatto tardi pure stasera.

Avevo fretta di andare da nessuna parte

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , , , , , , , , , , , , il 9, Aprile 2008 da Fernanda Corona

Chi mi ridarà i lunghi viaggi in macchina con te? Chi mi ridarà le ore intere a dirsi nulla, a credere di ascoltare la musica anziché, come facevamo, assaporare il presente nel modo più pieno? Un viaggio è un’interlocuzione, un passaggio da un momento un altro: ma tante volte ho avuto l’impressione che fosse davvero tutto lì. Sono momenti che ci siamo limitati a vivere perché c’era tutto: c’era la consapevolezza di un punto di partenza e giocoforza di uno di arrivo, e quale di preciso non lo sapevamo neppure noi, ma che ci importava, non c’era neppure bisogno di parlare, di spiegare, di usare le maledette parole. Forse lì dentro ti sentivi definitivamente scelta, racchiusa, il mondo scorreva ma era anche filtrato definitivamente da una visione a due. La musica avvolgeva tutto, e però non era viagra musicale, non rendeva la realtà falsa e inautentica, non era parte del quadro che stavamo dipingendo: era la cornice. La musica sottolineava la realtà senza dissimularla, senza sospenderla, rendendola più nitida e vera. È per questo che ascoltata con un’altra persona sarebbe cambiata completamente.

Te lo ricordi Kubrick? Silenzio nei momenti più autentici e grande musica. Nell’interlocuzione, nei momenti di riposo cioè tra una forte emozione e un’altra. Interlocuzione tra cosa e cosa, poi? Oddio, forse tra le nostre reciproche responsabilità, hai ragione, sta di fatto che l’amore che mi manca ora è quello. Non il resto. Non il rapporto vissuto come un’eterna anticamera, come un eterno progetto, come un gradino che precede solo il successivo, come una vita passata in un’eterna biglietteria a programmare e progettare e disporre. Senza partire mai. Noi invece partivamo, felici. Per dove? Boh. Quando ti ho detto che avevo venduto la macchina hai pianto in tre secondi. Poi sono tornato a prenderti con quella nuova, e l’hai trattata con sospetto per giorni. Dovevamo farla nostra. Perdonami se andavo così veloce, ma avevo fretta di andare da nessuna parte, con te.

Filippo Facci

One Night In Bibione

Pubblicato su Stasera voglio fare una festa con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 6, Aprile 2008 da Fernanda Corona

Partire ieri sera per Bibione è stata la cosa più giusta che ho fatto in queste ultime settimane.
Era da tanto che volevo cambiare aria e staccarmi da queste realtà locali che tanto mi piacciono, quanto a volte mi vanno strette.
Non ricordo quando sia stata l’ultima volta che ho passato un weekend lontano da qui.

Io e Gemma in viaggio per 130 chilometri a chiacchierare, ridere, mangiare snack alle alghe, sbagliare rotatorie e scoprire di esserci fatte lo stesso regalino. Come se ci conoscessimo da sempre. C’è un vero feeling tra noi! Ed è stata una compagna di viaggio fantastica.

Una notte di musica e di parole innaffiate da una bottiglia di vino.
Era davvero tanto tempo che non mi divertivo così in maniera semplice, senza mettersi in tiro o correre per locali. Un piatto di pasta e una bottiglia di vino, tante chiacchiere e una marea di cazzate.

E poi cadere in un sonno profondo dopo aver visto uno speciale sul Tibet.

Stamattina ci siamo svegliate più o meno insieme con il tagliaerba del vicino. Ed era già tardi, ma la sensazione di essere in vacanza si è impadronita subito di noi. E così risveglio lento, la moka sul gas e le brioshes che ci ha regalato Lianca nel fornetto.

Mentre rispondevo ai messaggi degli amici curiosi di sapere come stesse andando questo strano e improvvisato weekend, facciamo colazione rilassate, prima di uscire in bicicletta per fare un giro del paese a curiosare nei pochi negozi aperti.

Abbiamo pranzato al Gasoline ancora un po’ stranite dalla nottata di Cabernet.

Ci siamo poi spostate a Lignano visto che il tempo cominciava a cambiare. Abbiamo fatto una lunga passeggiata sul lungomare e ci siamo sedute davanti alle barche a fantasticare su ipotetici viaggi e feste in mare.

Sulla via del ritorno ci siamo fermate a San Pietro di Barbozza dopo un giretto tra le vigne per bere un prosecco doc.

E per finire ultima tappa del nostro itinerario attraverso il Veneto abbiamo concluso in Birreria dove ci aspettavano Cristian e i suoi amici. Qualche birretta in amicizia e poi le strade si son divise, ma la stanchezza credo abbia molto influito sulla sottoscritta.

Ho cenato con Lory alla Cuba e poi a casetta finalmente dopo un weekend entusiasmante e rilassante insieme. Sono assolutamente felice di questo fine settimana. Thank’s Gemma: I needed!

Addio amate sfumature

Pubblicato su Vita quotidiana di uno spettro con i tag, , , , , , , , , , , il 2, Aprile 2008 da Fernanda Corona

E’ tornata l’insonnia con tutta la sua assurda prepotenza. Con tutte le conseguenze del caso e mia madre che mi rincorre con gocce omeopatiche e integratori vitaminici.

E così stanotte mi son messa a rovistare nel mio armadio dei ricordi come faccio in certe notti quando gli occhi nonostante la stanchezza non mi si chiudono. Cercavo i miei vecchi diari. Tengo un diario da quando ho 10 anni, da quando mi son trasferita a Pedavena più o meno e poi dal cartaceo al blog il passo è stato semplice. Anni di appunti, note, appuntamenti, ricordi, sensazioni, rabbia, confusione.
Non erano come credevo in ordine cronologico nei contenitori Ikea con cui mia madre cerca di contrastare il dilagare del mio lato creativo e confuso. Ordine prima di tutto! 

Poi ricordo di averli digitalizzati e inseriti in un archivio sul pc per evitare che ingiallissero o andassero persi. Ma quell’archivio l’ho erroneamente cancellato. E così dal 1998 al 2001 è andato letteralmente tutto in fumo.

Mi sento un po’ smarrita di fronte a questa cosa. Tutti questi ammassi di parole che per anni ho scritto e conservato diligentemente sono svaniti. Non potrò tuffarmi nei miei ricordi, nella leggerezza e sfacciataggine dei 15 anni, nelle sensazioni sconvolgenti, negli amori incredibili, negli anni in cui non avevo paura di niente e tutto sembrava facile.
Ad oggi vedo tutto in modo complicato, più confuso, più caotico. E leggere di quando non ti importava di niente, della gente, di come affrontavi con quasi arroganza la vita dava coraggio, faceva sentire al sicuro. Il passato è l’unica cosa certa, sono cose che non cambieranno, che sono finite. E per questo il passato è rassicurante: sai come è andata a finire ogni storia, ogni problema, ogni smarrimento. Il futuro invece lo si può programmare, lo si può immaginare, ma non sai mai come sarà realmente. E per me un tuffo nel passato era un toccasana specie in momenti in cui l’angoscia di vivere si fa sentire.

I ricordi sbiadiscono, certe cose si ricordano comunque, è vero. Ma ho perso le cose che amavo di più delle mie pagine: le sfumature. Quei piccoli insignificanti dettagli che rendono le cose magiche, più belle, più vive. La sfumatura di una parola che ti hanno dedicato, o una tonalità di azzurro del cielo che vedi in un momento di solitudine, o uno sguardo che ti hanno regalato. Tutte quelle cose di cui non ci si ricorda perchè si ritengono banali, ma che sono il mio pane.