Archivia per libertà

Dietro lo spessore delle nuvole

Pubblicato su Ci vorrebbe un amico con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 26, Marzo 2008 da Fernanda Corona

Ciao,

Sono mesi che non parliamo, che non ci vediamo, che non abbiamo un contatto. Ed è da un sacco di tempo che voglio scriverti e lo so che preferisci che le persone ti parlino direttamente, ma sai che io a parlare sono un disastro e che preferisco scrivere per mettere in ordine le parole e i concetti.

Io ti ho cercata in questi mesi. Io sola ti ho cercata. Da parte tua nessun cenno, mail, sms o una chiamata.
Quando ti ho detto che era morto un mio amico, solo tu sapevi come mi sentivo dentro, cosa mi passava per la testa, perchè sei tu l’unica a conoscermi nel profondo. Credevo che mi saresti stata vicina, e i tuoi messaggi in effetti son stati quelli che più mi han risollevata. Ma non credevo poi saresti sparita. Tutto crollava e io avevo bisogno di un tuo abbraccio, lo sai che piango solo con te.
Ti ho telefonato un paio di settimane fa, c’era l’avviso di chiamata. Ho riagganciato credendo mi avresti richiamata tu una volta terminata la tua conversazione. E invece no.

Non so cosa ti ha allontanata da me. Non so se ti sei impuntata a non cercarmi per punirmi di quando la mia fiducia in te è vacillata un attimo, o se ti ho proprio fatto qualcosa che non puoi capire o perdonare.
Ho cercato di archiviare la questione 8 dicembre un settimana dopo il fatto, nonostante tutti i dubbi idioti o meno che avessi e la ferita che aveva lasciato in me quell’evento. Io so che non mi importa niente di quel che è successo. So che a prescindere da quell’episodio, tu sei la mia migliore amica.

So che tu sei importante per me. So che mi manchi. E tu non hai idea di quanto. So che nessuno potrà mai prendere il tuo posto nel mio cuore.

Non ci sarà mai nella mia vita un’amica oltre a te in grado di sostenere una media di telefonate e sms al giorno come era la nostra. Sempre in contatto per raccontarci pensieri, cazzate, ogni cosa divertente che si sentiva, una nuova canzone da scaricare, weekend da organizzare, dare il buongiorno e la buonanotte o anche solo per sentire una voce amica.
Ora il mio telefono non suona più come prima.
Per certo non ho vinto la nostra sfida contro la Wind: non riesco davvero a finire i 4000 sms gratis al mese. Con te ce l’avrei fatta.

Non ci sarà mai nella mia vita un’altra amica oltre a te a cui poter raccontare ogni mio assurdo dubbio senza che mi creda una psicopatica. Con te potevo essere davvero me stessa, riuscivo a confidarti ogni cosa, smascheravi ogni bugia che dicevo a me stessa solo guardandomi in faccia.
Parlavamo di tutto. Dalle vere tragedie famigliari, personali, sentimentali alle più idiote cazzate del pianeta. Con te non c’eran mai tabù, nè segreti. C’era una vera libertà di espressione tra noi. Tu capivi me, e io te. Anche senza parlare.

Non ci sarà mai nella mia vita un’altra oltre a te con cui saprò, o potrò, parlare di sesso, di fantasie erotiche scandalose, di notti indecenti, di posizioni da mal di schiena, di luoghi improbabili e di dettagliati dettagli.

Non ci sarà mai nella mia vita qualcun’altra oltre a te in grado di ridere con me come facevo con te, nessuna che sappia realmente risollevarmi il morale quando tutto va storto o mi son alzata male.
Non ci sarà nessuna sbronza così divertente come lo erano con te. Non ci serviva niente per far scattare una festa, eccetto noi due. Nient’altro.
A volte bastava sparare lo stereo con Numb e cantare a squarciagola, farci delle foto in versione belve di satana, andare in giro a coglionare qualcuno solo per il gusto di farlo, andare in missione cuore infranto o andare in birreria a saltare sotto il palco come le invasate con certe tribute band.

Con nessun’altro potrà esserci la confidenza, il feeling e l’intesa che c’era tra noi.
Noi complici nel bene e nel male, sempre. Noi che lottavamo fianco a fianco l’una per l’altra. Noi che le vittorie di una erano gioia per l’altra e noi che le sconfitte di una era dolore per l’altra. Noi leali e fedeli, noi che ci stimiamo, noi inseparabili in pace e in guerra, noi indivisibili nel bene e nel male. Noi pronte a mettere tutto in discussione per l’altra. Noi pronte a correre in caso di emergenza.

So che tutto questo mi manca e che ti rivoglio nella mia vita. Lo sai che sono una dannata egoista: ho bisogno di te, delle tue parole, di piangere un po’ con te, di avere di nuovo con me la mia migliore amica.

Ora io non so cosa fai, cosa ti succede, se stai meglio, se ti manco anch’io un poco, se questo silenzio finirà, se usciremo a prenderci una sbronza da qualche parte fino a mattina per riavvicinarci un po’ e raccontarci questi mesi fuori dalla vita l’una dall’altra.

Forse ora avrai gli occhi colmi di lacrime, perchè lo so che sei una sentimentalona e spero di sentirti presto perchè credo che dietro lo spessore delle nuvole ci sia il sole e che prima o poi tornerà a splendere.

Mi manchi. Ti voglio bene, lo sai.

Post Protetti

Pubblicato su Comunicazioni di servizio con i tag, , , , , , , , , il 13, Marzo 2008 da Fernanda Corona

Come avrete notato ho protetto con una password alcuni post.

Avere un blog pubblico è una questione complicata. Comporta delle riduzioni delle libertà d’espressione personali.
Se io fossi ancora nascosta dietro un nickname potrei scrivere ogni cosa che mi passa per la testa. Qui non posso farlo, perchè non so chi c’è dall’altra parte della rete che ora si sta facendo i cazzi miei.
So per certo che ci sono persone tra voi che non conosco, qualcuno che conosco solo nella rete, altre che frequento abitualmente e altre che non vorrei passassero di qui.
Parlare dei miei weekend, delle sbronze collettive, delle mie opinioni personali su fatti o cose è una cosa.
Quel che riguarda la mia vita privata, i miei sentimenti, i miei problemi preferisco rimanga mio o comunque circoscritto a pochissime selezionate amicizie.

Per questo ho già fornito la password a due persone di cui mi fido e con cui condivido il mio lato emotivo.

Non voglio discriminarvi a prescindere, ma ci sono cose di cui non si parla con tutti.

Per chi mi conosce la procedura è la seguente: scrivete una mail a fernanda.corona[at]alice.it e chiedetemi l’accesso ben certi di aver letto la frase sopra. Se vi concedo l’accesso siete tenuti a tenere la password per voi, a costo della vita.

Per chi non mi conosce o conosce solo il mio blog: scrivete una mail a fernanda.corona[at]alice.it, ditemi brevemente chi siete, indicate un vostro eventuale blog e perchè siete curiosi di conoscere il mio privato.

E’ a mia discrezione indiscutibile l’autorizzarvi o meno, senza dovermi giustificare o senza sentirmi obbligata. Per il resto siete liberissimi di leggere tutto. Magari se alimentaste un po’ i commenti non mi dispiacerebbe, anzi ne sarei felice.

Giornata internazionale della Donna

Pubblicato su Essere una donna, Stasera voglio fare una festa con i tag, , , , , , , , , il 8, Marzo 2008 da Fernanda Corona

Ciò che è nel titolo è la definizione ufficiale di questa festa. Un po assurdo, ma nessuno o quasi sa perchè questa festa esista o che significato abbia. E io voglio dare il mio contributo nel diffondere informazioni utili e interessanti e il mio modesto punto di vista.

La prima volta si è festeggiata 99 anni fa, quasi un secolo, in America dopo una dichiarazione del partito socialista per le dure condizioni lavorative.

Nel 1911 140 donne persero la vita nella fabbrica Triangl.

Negli anni seguirono lotte e manifestazioni delle donne per i loro diritti.

E oggi, nel 2008 la festa della donna è un ridicolo pellegrinaggio davanti a uomini unti e seminudi. E’ triste.
Nel corso della storia le donne hanno lottato, manifestato, perfino perso la vita per darci la possibilità oggi di essere libere.
Oggi possiamo lavorare e fare carriera, possiamo votare, possiamo scegliere cosa fare. Abbiamo dei diritti di cittadine, di madri, di lavoratrici, di donne. Anche se la parità secondo me non è ancora completa. Esistono ancora discriminazioni e sessismi che limitano certi ambiti per le donne.
La libertà non è una cosa così scontata. Mi infastidisce pensare che per la stragrande maggioranza delle donne l’8 marzo sia solo una scusa per lasciare i mariti a casa con i bambini e andare a vedere un ridicolo uomo oggettivizzato che si dimena come una scimmia su un palcoscenico.

Io non sono la classica intellettualoide scandalizzata, questo lo sa bene chi mi conosce.
Credo semplicemente che abbiamo il diritto di uscire quando vogliamo con le nostre amiche e che l’8 marzo andrebbe commemorato in modo diverso da uno striptease. Senza far magari niente di eclatante, senza manifestare o gridare al mondo niente. Magari solo volgere un pensiero a tutte le donne che nella storia han lottato, han perso la vita perchè oggi noi potessimo fare tutto quel che diamo per scontato.