Archivia per fantasie

Afterhours Live

Pubblicato su Stasera voglio fare una festa, Una canzone per te con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 18, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Il risveglio è stato durissimo, ma la Tachipirina 1000 fa miracoli, o quasi.
La pausa caffè del pomeriggio mi ha portato una notizia molto sgradevole, che mi ha scossa.

E così dopo un abbraccio forte a Barbara, consapevole che le parole non servono quando si perde un amico ma che un abbraccio forse trasmette di più.
Ci sono passata da troppo poco tempo per non ricordare come ci si sente in questi momenti. Ci sono passata anche più di una volta. E le parole non fanno stare meglio.

Comunque sia avevo in mano i biglietti del concerto degli Afterhours, Esa al mio fianco e Gloria che ci aspettava. Qui non sarei servita a niente. Niente avrebbe cambiato le cose. E così siamo partite.
Comincia nuovamente a starmi stretta questa vallata.

Dopo una tappa al La Vinoteca di Segusino siamo partite alla volta di Pordenone ascoltando le migliori canzoni degli Afterhours della mia playlist tra una chiacchiera e l’altra.

Un bel panino grondante grasso e una birra fresca fuori dai cancelli del palasport tra una telefonata e l’altra a genitori, parenti e amici.

E dopo un’ora di attesa gli Afterhours hanno iniziato lo spettacolo.
E’ stato in assoluto uno dei migliori concerti a cui abbia assistito: un mare di emozioni, sensazioni, ricordi, fantasie che mi hanno trapassata e percorsa su quelle note.

Non puoi scordare dove son state le tue labbra; sai già come sarà, ma non sai più chi sei… La testa è così piena, non riesci più a pensare che anche senza te si possa ancora respirare! [Ballata per la mia piccola iena]

So che e’ deciso gia’ da mani che hanno fame di andar via c’e’ cosi’ poco intorno a te che lo rivuoi e non e’ speciale ma e’ per te e non sa di niente ma di te tu che questo figlio non lo vuoi e io, non so e io, non so. [Musa di nessuno]

Sai Mimì che la paura è una cicatrice che sigilla anche l’anima più dura non si può giocare con il cuore della gente se non sei un professionista, ma ho la cura io non tremo è solo un pò di me che se ne va [Bye Bye Bombay]

Ogni goccia di saliva che c’è in te ho cercato di sentirla mia la tua bocca cieca che mi aspetta sento che ha ragionevolmente fretta
Questa estate che ci cola tra le gambe dici che leccarla ti da un senso
sai è curioso perchè anch’io sento lo stesso è perchè io e te non ci crediamo che è successo. Ho il tuo profumo di sudore su di me ma ho ancora un senso per me stesso?
e succhiando il tuo respiro ti ho sentita sussultare la realtà che rientra proprio adesso [L'estate]

Riuscire a stringere tra le dita il plettro lanciato da Manuel Agnelli è stata un’emozione, pensavo quasi di farmi una collana ma poi ho realizzato di non poterlo perforare davvero.

E’ stata davvero un’esperienza strepitosa e assolutamente da ripetere. Ora ho pure la t-shirt da piccola iena e il mio stile da rocker credo diverrà meno salturario.

Need 2 Sleep

Pubblicato su Stasera voglio fare una festa, Vita quotidiana di uno spettro con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 4, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Un’intera notte, mezza mattina e un po’ del mio pomeriggio per risistemare casa dopo la cena che ho dato ieri sera. Ma ne è valsa la pena.

Son serate che mi piacciono quelle tra pochi amici a mangiare e bere e chiacchierare, senza che ci si accorga del tempo ce passa. Non ho nemmeno dovuto spadellare io, ho fatto solo da aiuto cuoco alle dipendenze di uno chef rivelatosi fantastico!

Nelle ore notturne che ho passato da sola a riordinare ho avuto tutto il tempo di perdermi nei miei pensieri, nelle mie fantasie, nei miei momenti. Una musica leggera in sottofondo e la notte fuori dalla finestra, come se nessun altro in questa notte fosse sveglio come me. Sembrava ci fossimo unicamente io e le cose accatastate nel lavandino.

Nel pomeriggio il derby Milan-Inter mi ha tenuta inchiodata al pub fino alle 18, ma poi ho raggiunto i ragazzi alla Cuba dove erano da ora di pranzo e ho potuto così far due chiacchiere in pace con Lilli. Di recente il mio mondo gira così vorticosamente da non aver più abbastanza tempo da dedicare a queste chiacchiere tra donne che mi piacciono così tanto.

E ora eccomi qui, dopo aver mangiato un piatto di pasta accompagnato dalla sangria avanzata da ieri sera, e dopo aver dato l’ultima passata al pavimento.
Ora ho bisogno di riposare, anche se so che faticherò ad addormentarmi ancora frastornata da questi due ponti lunghi, divertenti ma distruttivi.

Razionalizzare l’irrazionalizzabile

Pubblicato su Vita quotidiana di uno spettro con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 16, Aprile 2008 da Fernanda Corona

Guidare sola lungo la strada deserta è una cosa che mi piace, soprattutto di sera.   Hai la tua destinazione, programmata o meno, e nessuno al fianco a parlare o distrarti. Sei sola con i tuoi pensieri. Sei lì con te stessa e non puoi sfuggirti.  Sono momenti che mi piace prendermi, che spesso devo prendermi.

Stasera è andata così. Sola per dei chilometri, sola con la mia musica, le mie sigarette e le mie riflessioni.  Canticchiando vecchie canzoni, sento la pioggia battere sui vetri e il gracchiare dei tergicristalli ad accompagnare la confusione che mi ronza in testa in questo periodo.

Mentre mi infilo una sigaretta tra le labbra cerco di mettere ordine nei miei pensieri, nelle mie emozioni e nella mia vita. Cerco di capire perchè succedano delle cose o perchè non ne succedano delle altre e cerco di capire cosa voglio in questo momento. Analizzo paure, ansie, incomprensioni, scazzi, frustrazioni. Razionalizzo sensazioni, emozioni, fantasie, desideri, sogni.

Rimango sola con me stessa a cercare di razionalizzare l’irrazionalizzabile. Questi assurdi tentativi che faccio per cercare di comprendere la natura delle cose non portano mai a niente più di filosofeggi non-sense e pseudo-psicologia filo-alberoniana, che finiscono unicamente ad alimentare esponenzialmente i dubbi e le domande che mi pongo. Riempirsi il cervello di domande a cui non si trova una risposta completa è stimolante, credo. Per lo meno lo è per me. E credo che  sulle mie infinite domande a breve ne farò un post. Non stanotte. Sono stati giorni e notti troppo stressanti, perchè riesca a mettere per iscritto lo zibaldone che ho in mente.

Dietro lo spessore delle nuvole

Pubblicato su Ci vorrebbe un amico con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 26, Marzo 2008 da Fernanda Corona

Ciao,

Sono mesi che non parliamo, che non ci vediamo, che non abbiamo un contatto. Ed è da un sacco di tempo che voglio scriverti e lo so che preferisci che le persone ti parlino direttamente, ma sai che io a parlare sono un disastro e che preferisco scrivere per mettere in ordine le parole e i concetti.

Io ti ho cercata in questi mesi. Io sola ti ho cercata. Da parte tua nessun cenno, mail, sms o una chiamata.
Quando ti ho detto che era morto un mio amico, solo tu sapevi come mi sentivo dentro, cosa mi passava per la testa, perchè sei tu l’unica a conoscermi nel profondo. Credevo che mi saresti stata vicina, e i tuoi messaggi in effetti son stati quelli che più mi han risollevata. Ma non credevo poi saresti sparita. Tutto crollava e io avevo bisogno di un tuo abbraccio, lo sai che piango solo con te.
Ti ho telefonato un paio di settimane fa, c’era l’avviso di chiamata. Ho riagganciato credendo mi avresti richiamata tu una volta terminata la tua conversazione. E invece no.

Non so cosa ti ha allontanata da me. Non so se ti sei impuntata a non cercarmi per punirmi di quando la mia fiducia in te è vacillata un attimo, o se ti ho proprio fatto qualcosa che non puoi capire o perdonare.
Ho cercato di archiviare la questione 8 dicembre un settimana dopo il fatto, nonostante tutti i dubbi idioti o meno che avessi e la ferita che aveva lasciato in me quell’evento. Io so che non mi importa niente di quel che è successo. So che a prescindere da quell’episodio, tu sei la mia migliore amica.

So che tu sei importante per me. So che mi manchi. E tu non hai idea di quanto. So che nessuno potrà mai prendere il tuo posto nel mio cuore.

Non ci sarà mai nella mia vita un’amica oltre a te in grado di sostenere una media di telefonate e sms al giorno come era la nostra. Sempre in contatto per raccontarci pensieri, cazzate, ogni cosa divertente che si sentiva, una nuova canzone da scaricare, weekend da organizzare, dare il buongiorno e la buonanotte o anche solo per sentire una voce amica.
Ora il mio telefono non suona più come prima.
Per certo non ho vinto la nostra sfida contro la Wind: non riesco davvero a finire i 4000 sms gratis al mese. Con te ce l’avrei fatta.

Non ci sarà mai nella mia vita un’altra amica oltre a te a cui poter raccontare ogni mio assurdo dubbio senza che mi creda una psicopatica. Con te potevo essere davvero me stessa, riuscivo a confidarti ogni cosa, smascheravi ogni bugia che dicevo a me stessa solo guardandomi in faccia.
Parlavamo di tutto. Dalle vere tragedie famigliari, personali, sentimentali alle più idiote cazzate del pianeta. Con te non c’eran mai tabù, nè segreti. C’era una vera libertà di espressione tra noi. Tu capivi me, e io te. Anche senza parlare.

Non ci sarà mai nella mia vita un’altra oltre a te con cui saprò, o potrò, parlare di sesso, di fantasie erotiche scandalose, di notti indecenti, di posizioni da mal di schiena, di luoghi improbabili e di dettagliati dettagli.

Non ci sarà mai nella mia vita qualcun’altra oltre a te in grado di ridere con me come facevo con te, nessuna che sappia realmente risollevarmi il morale quando tutto va storto o mi son alzata male.
Non ci sarà nessuna sbronza così divertente come lo erano con te. Non ci serviva niente per far scattare una festa, eccetto noi due. Nient’altro.
A volte bastava sparare lo stereo con Numb e cantare a squarciagola, farci delle foto in versione belve di satana, andare in giro a coglionare qualcuno solo per il gusto di farlo, andare in missione cuore infranto o andare in birreria a saltare sotto il palco come le invasate con certe tribute band.

Con nessun’altro potrà esserci la confidenza, il feeling e l’intesa che c’era tra noi.
Noi complici nel bene e nel male, sempre. Noi che lottavamo fianco a fianco l’una per l’altra. Noi che le vittorie di una erano gioia per l’altra e noi che le sconfitte di una era dolore per l’altra. Noi leali e fedeli, noi che ci stimiamo, noi inseparabili in pace e in guerra, noi indivisibili nel bene e nel male. Noi pronte a mettere tutto in discussione per l’altra. Noi pronte a correre in caso di emergenza.

So che tutto questo mi manca e che ti rivoglio nella mia vita. Lo sai che sono una dannata egoista: ho bisogno di te, delle tue parole, di piangere un po’ con te, di avere di nuovo con me la mia migliore amica.

Ora io non so cosa fai, cosa ti succede, se stai meglio, se ti manco anch’io un poco, se questo silenzio finirà, se usciremo a prenderci una sbronza da qualche parte fino a mattina per riavvicinarci un po’ e raccontarci questi mesi fuori dalla vita l’una dall’altra.

Forse ora avrai gli occhi colmi di lacrime, perchè lo so che sei una sentimentalona e spero di sentirti presto perchè credo che dietro lo spessore delle nuvole ci sia il sole e che prima o poi tornerà a splendere.

Mi manchi. Ti voglio bene, lo sai.