
Ci sono voluti mesi di dedizione e lunghe notti insonni, ma ora l’opera è completa. Stasera si è conclusa la mia maratona di Dawson’s Creek.
Ho conservato per oggi la puntata doppia di chiusura del telefilm, perchè so che mi commuove.
Ricordo ancora con quanta ansia ho atteso questa puntata: era il 2003 e io e Manu ci siamo attrezzate alla comune Bonetti con un paio di birre e sicuramente qualche schifezza da cinema. Fedeli al mio fianco centinaia di Kleenex prima di andare alla festa unversitaria. Erano ancora tempi in cui si socializzava in facoltà e si partecipava agli eventi, periodo durato pochissimo.
Ora che mi sono rivista tutte le sei serie e mi sono trascritta la grande saggezza degli sceneggiatori di questo telefilm sono pronta anche a lasciarlo archiviato nel mio hard disk per almeno qualche millennio.
Dawson’s Creek è favoloso, è adolescienziale e paranoico nei linguaggi e nei comportamenti. I protagonisti sono veri, sono persone vere e le situazioni in cui si trovano decisamente realistiche. Tutta una serie di eventi e traumi da teenager che accadono, o per lo meno che nella mia piccola esistenza sono successi magari non negli stessi modi o negli stessi tempi o con gli stessi risvolti.
L’anima gemella con cui si sta bene e poi non ci si sta più e ci si rincorre in un infinito labirinto di liti e baci. Il trauma del primo bacio. I tradimenti d’amore e d’amicizia, di fiducia e dei sogni. La prima volta e tutte le ansie relative. La rivalità e le amicizie vere. Un amico che si scopre gay. Eterni triangoli amorosi da cui non si esce. Qualcuno che muore e si deve colmare il vuoto. Qualche sbronza con conseguenze idiote. I problemi con lo studio e con il lavoro. Amiche che prendono il prozac. L’alcolismo come via di fuga. Cantare su un palcoscenico per mostrare l’altro lato di sè. Amicizie che si distruggono per una notte di sesso. E il finale di strade divise, ma i legami veri non si rompono mai.
A seguire le frasi degne di nota…
Come puoi rimanere amico di una persona se ogni volta che la guardi pensi a quanto bella è e a quanto la vuoi?
E’ un folle, ottuso e paranoico, ma è il mio folle, ottuso e paranoico.
Fa che le cose che ami siano il tuo rifugio.
Flaubert credeva che la forma di piacere più puro fosse l’aspettativa e anche la più attendibile e che mentre tutto quello che ti succede finisce immancabilmente per deluderti, invece ciò che non ti è mai successo non muore mai, non scompare rimane sempre inciso nel tuo cuore come una dolce malinconia.
I sogni sono imperfetti, diventano veri, perdono libertà.
Il dolore di capire che anche se due persone sono fatte l’una per l’altra non necessariamente significa che siano fatte l’una per l’altra adesso.
Il sesso è intenso, è appassionato e a volte riesce a cambiarti la vita, ma il sesso non è mai una cosa innocente.
Io ti ascolto, non importa quanto io urli o quanto tu stia in silenzio, io ti ascolto.
Mi dispiace che ti manchino i miei sguardi, ma a me non mancano perchè io non li ho mai ricevuti.
Mi piace che divaghi quando sei nervosa. Mi piace sapere che divaghi quando sei nervosa. Mi piace essere ancora in grado di renderti nervosa.
Qualche volta è giusto fare le cose sbagliate.
Stavo solo pensando fra me e me che quando perdi il controllo non sei per niente male piccola, diventi perfino bella.