Archivio per la Categoria Ho perso le parole

Ed è come non avere nulla

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , , , , , , , , , il 9, Luglio 2008 da Fernanda Corona

Ho una casa, un lavoro, uno stipendio, fin troppo tempo libero, sono collegata alla rete, vado spesso al cinema, che vuoi che ti dica… Ma dormo sola la notte. Ed è come non avere nulla.

Almudena Grandes

Questa frase l’ho sentita mia quando un sacco di tempo fa l’ho letta tra le pagine di un libro. La sento mia ancora adesso. Rispecchia perfettamente la sensazione che mi appartiene da così tanto tempo. Ti sembra di avere tutto, di poter dire di essere felice, ma quando ti infili a letto senti che qualcosa ti manca.

Consigli di lettura:

Vivevo alla nottata

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , , , il 4, Luglio 2008 da Fernanda Corona

I ricordi non sono le chiavi del passato, ma del futuro. Vivevo allora per così dire alla giornata. No! Non è esatto: io vivevo alla nottata; di giorno dormivo.

Philip Roth

Venne la sera

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , il 12, Giugno 2008 da Fernanda Corona

La sera, come tutte le sere, venne la sera. Non c’è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia nessuno. Succede e basta. Non importa che razza di giorno arriva a spegnere. Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne. Amen. Così anche quella sera, come tutte le sere, venne la sera.

Alessandro Baricco

Tu sai

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , , il 6, Giugno 2008 da Fernanda Corona

Tu sai che lo desideri e sai che lo vuoi fare e che nulla te lo impedirà. In questa fase nessuno dirà nulla che possa cambiare qualcosa.

Philip Roth

Vorrei coprirti di fiori e d’insulti

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , , , , , , , il 29, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Oggi che t’aspettavo

Non sei venuta.

E la tua assenza so quel che mi dice,

nel vuoto che hai lasciato,

come una stella.

Dice che non vuoi amarmi.

Quale un estivo temporale

S’annuncia e poi s’allontana,

così ti sei negata alla mia sete.

L’amore, sul nascere,

ha di questi improvvisi pentimenti.

Silenziosamente

Ci siamo intesi.

Amore, amore, come sempre,

vorrei coprirti di fiori e d’insulti.

Vincenzo Cardarelli

Dawson’s Creek - 6 serie

Pubblicato su Accendi la televisione, Ho perso le parole con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 28, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Ci sono voluti mesi di dedizione e lunghe notti insonni, ma ora l’opera è completa. Stasera si è conclusa la mia maratona di Dawson’s Creek.

Ho conservato per oggi la puntata doppia di chiusura del telefilm, perchè so che mi commuove.
Ricordo ancora con quanta ansia ho atteso questa puntata: era il 2003 e io e Manu ci siamo attrezzate alla comune Bonetti con un paio di birre e sicuramente qualche schifezza da cinema. Fedeli al mio fianco centinaia di Kleenex prima di andare alla festa unversitaria. Erano ancora tempi in cui si socializzava in facoltà e si partecipava agli eventi, periodo durato pochissimo.

Ora che mi sono rivista tutte le sei serie e mi sono trascritta la grande saggezza degli sceneggiatori di questo telefilm sono pronta anche a lasciarlo archiviato nel mio hard disk per almeno qualche millennio.

Dawson’s Creek è favoloso, è adolescienziale e paranoico nei linguaggi e nei comportamenti. I protagonisti sono veri, sono persone vere e le situazioni in cui si trovano decisamente realistiche. Tutta una serie di eventi e traumi da teenager che accadono, o per lo meno che nella mia piccola esistenza sono successi magari non negli stessi modi o negli stessi tempi o con gli stessi risvolti.
L’anima gemella con cui si sta bene e poi non ci si sta più e ci si rincorre in un infinito labirinto di liti e baci. Il trauma del primo bacio. I tradimenti d’amore e d’amicizia, di fiducia e dei sogni. La prima volta e tutte le ansie relative. La rivalità e le amicizie vere. Un amico che si scopre gay. Eterni triangoli amorosi da cui non si esce. Qualcuno che muore e si deve colmare il vuoto. Qualche sbronza con conseguenze idiote. I problemi con lo studio e con il lavoro. Amiche che prendono il prozac. L’alcolismo come via di fuga. Cantare su un palcoscenico per mostrare l’altro lato di sè. Amicizie che si distruggono per una notte di sesso. E il finale di strade divise, ma i legami veri non si rompono mai.

A seguire le frasi degne di nota…

Come puoi rimanere amico di una persona se ogni volta che la guardi pensi a quanto bella è e a quanto la vuoi?

E’ un folle, ottuso e paranoico, ma è il mio folle, ottuso e paranoico.

Fa che le cose che ami siano il tuo rifugio.

Flaubert credeva che la forma di piacere più puro fosse l’aspettativa e anche la più attendibile e che mentre tutto quello che ti succede finisce immancabilmente per deluderti, invece ciò che non ti è mai successo non muore mai, non scompare rimane sempre inciso nel tuo cuore come una dolce malinconia.

I sogni sono imperfetti, diventano veri, perdono libertà.

Il dolore di capire che anche se due persone sono fatte l’una per l’altra non necessariamente significa che siano fatte l’una per l’altra adesso.

Il sesso è intenso, è appassionato e a volte riesce a cambiarti la vita, ma il sesso non è mai una cosa innocente.

Io ti ascolto, non importa quanto io urli o quanto tu stia in silenzio, io ti ascolto.

Mi dispiace che ti manchino i miei sguardi, ma a me non mancano perchè io non li ho mai ricevuti.

Mi piace che divaghi quando sei nervosa. Mi piace sapere che divaghi quando sei nervosa. Mi piace essere ancora in grado di renderti nervosa.

Qualche volta è giusto fare le cose sbagliate.

Stavo solo pensando fra me e me che quando perdi il controllo non sei per niente male piccola, diventi perfino bella.

Al di là delle nuvole

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , il 27, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Mi porto dietro l’odore della tua pelle e delle tue parole.

dal film Al di là delle nuvole

Camaleontismo, divismo e sbronze

Pubblicato su Ho perso le parole, Stasera voglio fare una festa con i tag, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , il 24, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Mi piace questo mio modo di essere camaleontica, questo riuscire a trasformarmi da ragazza per bene con i pantaloni con la piega, passando per la semplicità di jeans e t-shirt fino ad arrivare a versioni tarocche di Courtney Love & Co.

E stasera la leader delle Hole mi faceva un baffo. Mi diverte sentire e veder la gente borbottare e criticare i miei momenti di divismo, ne rido tantissimo pensando che questi siano gli argomenti di conversazione della gente. Per questo provoco, cerco lo scandalo. Per puro divertimento. Come diceva Bukowski La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.

Aperitivo lungo con Esa in centro e poi ci siamo catapultate alla festa di compleanno di Gemma al Casot.

A tarda serata siamo finite alla festa del rugby, evento imperdibile. E’ uno dei momenti di aggregazione feltrina a cui non so rinunciare. C’è qualcosa che ogni anno mi trascina lì nonostante continue promesse e scongiuri contro il fango, la pioggia che non manca mai, gli ettolitri di birra che si possono ingurgitare…
Devo aver invitato più o meno un miliardo di persone alla mia festa di compleanno, e sicuramente di più della metà non ricordo il volto.

Promemoria: bere meno e pensare di più.

E sia pure soltanto una speranza

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , , , , , , il 16, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Qualcuno che ci sfiori, uno sguardo fugace tra le ombre, bastano perché il corpo s’apra in due, avido di ricevere in se stesso altro corpo che sogni; metà e metà, sogno e sogno, carne e carne, uguali in figura, in amore, in desiderio. E sia pure soltanto una speranza…

Luis Cernuda

Cosa sono io?

Pubblicato su Ho perso le parole con i tag, , , , , , , il 15, Maggio 2008 da Fernanda Corona

Cosa sono io? Cosa sono stata fino ad ora? A volte mi sento indispensabile, a volte intollerabile a me stessa… Sono una presenza senza contorni, senza cuore, senza amore… I miei sentimenti non escono dai pori della mia pelle rimangono lì, rinchiusi nella cornice della mia carne… Volevo solo che qualcuno accarezzasse il mio respiro, mi dicesse di non avere più paura….

Sabrina Paravicini

dal film Comunque Mia