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Alla Scoperta dell’Adunata

11, Maggio 2008

Partenza ore 19.30 dal Casot con destinazione Bassano del Grappa.
All’appello rispondono Ferny, Esa, Lianca e Michelina. Si aggiunge al volo Franco.
I mezzi a disposizione sono tre per permettere una libera gestione di tempi e spazi.

Contro ogni previsione catastrofica siamo riusciti a parcheggiare a pochi chilometri dal centro. E sotto una leggera pioggerella ci siamo poi divisi per raggiungere i rispettivi amici.

Arrivate a piedi in prossimità del centro, io e Esa ci siamo ritrovate nel bel mezzo di una pioggia battente e di un vento incontenibile tant’è che il mio ombrellino nuovo di Pucca non ne è uscito propriamente bene.
Abbiamo cercato riparo in un bar dove abbiamo inevitabilmente socializzato con un tipo e qualche bicchiere di rosso, mentre cercavamo disperatamente qualcuno che ci sapesse dire dove trovare l’accampamento.

Ore di pioggia e una quantità di chilometri assurdi per una per niente sportiva come me, ma quando stavamo per perdere la speranza di riuscire ad arrivare e le nostre scarpe contenevano anche troppa acqua finalmente abbiamo trovato Gemma.
I ragazzi dormivano già, evidentemente erano provati dal venerdì sera, altri erano già in giro.

Così siamo uscite sole e ci siamo godute il totale caos del centro città invasa da migliaia di persone.
Tutti a divertirsi, a socializzare, a bere come se ci si conoscesse tutti in perfetta armonia senza scazzi e senza fastidi.

Una notte intera di locali aperti e chioschi ovunque. Dovrebbero esserci più occasioni così: festa continua e nessun problema di automobili e patenti. E poi la città di notte ha un fascino indescrivibile.
Mi dispiace solo non aver avuto il coraggio e la forza per attraversare il ponte. C’era troppa gente, ci sarebbe voluto decisamente troppo per farlo e le possibilità di vedere il Brenta con le luci della città riflesse dentro erano troppo scarse.

Così ci siamo passate la maggior parte della serata al Porton a bere rosso. Esa è rimasta lì anche quando io e Gemma abbiamo deciso di ritirarci.

Siamo riuscite a portare la mia auto all’accampamento, così ho dormito un po’ sul Clio Cayenne visto che non sapevo come erano disposte le tende e se erano occupate o meno. Devo dire che il pensiero di Esa da sola in mezzo a migliaia di uomini un po’ mi ha angosciato il sonno e così non ho dormito granchè.

I ragazzi son tornati verso le 5.30 e io mi ero appena svegliata. Da sotto la copertina gialla ho salutato e poi sono scesa dall’auto a fumare una sigaretta in compagnia.

Mentre loro andavano a dormire io ho preso la penna e la Moleskine e ho cominciato a scarabocchiare parole su parole. L’ispirazione arriva sempre nei momenti più assurdi.

Alle 7 mi son resa conto che i bagni dell’accampamento erano messi troppo male per il mio sensibile stomaco e così una volta raggiunta da Esa siamo partite alla volta del centro per procacciare una degna colazione per tutti.
Abbiamo approfittato del bagno del bar per lavarci, deodorarci e cambiarci e poi siamo tornate alla base.

Dopo la colazione abbiamo deciso per un giretto del centro. Della sfilata non abbiamo visto granchè, c’era troppa gente accalcata ai bordi della strada. Qualche birra mentre percorravamo stradine che nei soliti giri a Bassano non avevo mai intrapreso. Camminando si riescono a cogliere dettagli della città che solitamente si trascurano.
Mi sono fermata qualche minuto ad osservare l’acqua scorrere sotto di me e le case sul greto del fiume. Un piccolo momento di relax nel mezzo di un weekend caotico. Sentire lo scroscio dell’acqua sovrastare tutto e i pensieri che non scorrono fluidi, ma che si inceppano ogni secondo. Un minuto penso una cosa e dopo un attimo l’esatto opposto.

Trovato poi il chiosco giusto il pomeriggio è volato tra cazzate e discorsi più seri. Ho preso pure la prima tonalità di rosso della pelle visto il sole splendente.

Colgo l’occasione anche per cercare disperatamente Eddy di Imola, conosciuto ai bagni del parcheggio 32. La mia amica Esa si è pentita di non esser passata a mangiare il prosciutto. Se conoscete Eddy di Imola che era all’adunata degli alpini di Bassano questo weekend contattatemi! :)

E’ stata la mia prima adunata e devo dire che è stata un’esperienza interessante e divertente. Gli ettolitri di acqua che ho preso in serata, i chilometri incalcolabili per cui ho scarpinato e le scarsissime ore di sonno hanno reso tutto ancor più memorabile. :D
Mi piacciono questi weekend all’avventura in cui non sai se arriverai mai o se dormirai e dove. Mi piacciono.

Ora però l’unica cosa che desidero infinitamente è una doccia bollente e un gommage ai piedi prima di crollare a letto.

2 commenti

  1. eheheh..sono io che scrivo gemma casot..il perchè è una storia lunga..ma è che la prima volta che sono arrivato al tuo blog avevo scritto quello..allora lo scrivo ogni volta che voglio leggere qui!!
    Ah..io sono quello che al Casot quella volta ti ha detto : ”Tu sei La Fernanda quella del blog!!”..ricordi?
    ciaooo!!!


  2. Ciao Marco! Mi hai svelato un mistero sui referrers e almeno uno so chi è :) Grazie delle visite e del commento…



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