Vena Poetica

Forse non è stata propriamente una buona idea passare da un caro amico prima di andare a lezione, perchè poi la voglia di affrontare due ore di psicologia dei consumi non salta fuori.

Dopo qualche chiacchiera con lui, son dovuta passare a prendere Franz per la lezione, e prima abbiamo fatto tappa al Casot per salutare Gemma. E ordinando mezza birretta finisce che decidiamo di bigiare, come se all’università avesse senso definirlo così.

Comunque sia siamo andate a comperare una pallina nuova per il piercing del mio ombelico visto che le ho perse tutte ormai. Poi Franz mi molla e io torno da Gemma piuttosto frastornata.
Mentre bevo un’altra birra la penna inizia a scrivere. L’inchiostro si spande sul foglio bianco con una naturalezza incredibile come non mi succedeva da troppo tempo.
Riverso parole coinvolta da una sanguigna verve, le emozioni che si tramutano in immagini e le immagini a loro volta in parole.

Ho passato il resto della serata a scrivere e rileggere e poi pensare a un finale per il mio racconto. Ho tutto tranne il finale, ma quello son sicura verrà, perchè se in poco tempo ho scritto tanto di getto vuol dire che è tornata la vena poetica che mi aveva lasciata da un po’. E ne sono felice. Tanto felice.

3 Risposte to “Vena Poetica”

  1. Lela Dice:

    Ciao Pasticcino.. ieri ero di corsa e non ho potuto scrivere il mio parere in merito a questa MERAVIGLIA di sito che hai … complimenti!!
    In merito a questo post… eh, diciamo che di palline del piercing ne hai perse proprio un bordello … un paio sicure anche in super festeggiamenti con la sottoscritta … bacio

  2. texArt Dice:

    perchè non mi mandi qualcosa di tuo che lo metto nel mio sito “poliedrico”?

  3. Fernanda Corona Dice:

    @Lela grazie stellin… infatti ti proporrò una joint-venture e se vorrai usare questo spazio per scrivere ne sarò entusiasta! Ma ne parleremo meglio ad adsl installata!! ;)

    @Max vedrò di accontentarti, anche se devo ammettere che temo un po’ il tuo giudizio di artista ;)

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