Slow
Alla faccia dell’esame intermedio di statistica di lunedì, nemmeno oggi ho combinato niente.
Son uscita nel pomeriggio e ho fatto un saltino alla Buca a salutare Franz, che però era impegnata quindi non mi son fermata molto.
Proseguo il pomeriggio ad aperitivare al Casot con i ragazzi e tra una cazzata e l’altra mi son trovata un po’ piegata a coglionare, come il solito.
Ho avuto il mio momento di bisogno di solitudine e rock duro e me ne sono andata per un’oretta in giro per le strade a liberare la mente. Volevo solo sentire la batteria farmi vibrare il cuore e le corde della chitarra elettrica accompagnare le immagini che mi si proiettavano davanti. Uno dei classici momenti alla Ferny. Durano poco ma sono esemplari.
Torno alla base e ceniamo lì, per poi andare in giro in macchina alla ricerca di non si sa cosa ascoltando la nostra soundtrack della serata, ma la serata sembra procedere lenta e torbida.
Proseguiamo la serata in birreria a sentire i Gran Cafè Italia. La quantità di gente presente stasera era improponibile. Come improponibile l’aria viziata che c’era. Mi chiedo perchè continuino a lasciare il riscaldamento acceso che sprecano pure un sacco di soldi e perchè non aprano qualche spazio di ossigeno, che con certi soggetti l’ambiente non profuma certo di rosa!
Comunque i Gran Cafè Italia son bravi, c’è poco da dire. La scaletta presenta qualche canzoncina troppo pop, sicuramente adatta alle ragazzine in visibilio in fronte palco, ma anche canzoni decisamente ok tra cui qualche vecchio reperto rock italiano che adoro.
Chiudiamo serata con Lianca, fino a tardi. A chiacchierare e bere the al limone e sparare cazzate. Mi piace quando finiamo le nostre notti così in intimità.
Anche se devo dire che sono distrutta, assolutamente provata dalla settimana pasquale e dal weekend in corso. E il mio esame di lunedì sicuramente ne risentirà…