La separazione è tutto ciò che ci occorre sapere dell’inferno.

Avvilimenti
2, Luglio 2009Che m’avesse scordata non fu grave
La pena che provai fu relativa –
Ch’io fossi tale da essere scordata
Fu ciò che più mi diede avvilimento.

La verità è che non gli piaci abbastanza
1, Luglio 2009Ho visto un film: La verità è che non gli piaci abbastanza. Un titolo crudo, che già di per sè, lascia l’amaro in bocca.
Noi donne passiamo non lo so, forse 2/3 del nostro tempo a cercare di razionalizzare i comportamenti degli uomini, cercando appigli per non accettare che non si piace abbastanza ad un uomo.
Forse è vero quel che si dice all’inizio del film: tutte le stronzate che ci hanno detto da bambine tipo “quel bambino ti fa i dispetti perchè in realtà gli piaci”. Un sacco di stronzate che ci inculcano prima le mamme, poi le amiche, poi perfino noi stesse.
Ci raccontiamo che se uno si comporta da stronzo in realtà lo faccia perchè gli piacciamo troppo. Perdiamo tempo su tempo dietro a qualcuno che crediamo finga di non interessarsi a noi per conquistarci. Pensiamo che se uno sparisce lo faccia per farsi desiderare, perchè ha altro per la testa, perchè il lavoro magari l’ha assorto, perchè ha bisogno di tempo per elaborare la cosa, perchè ha paura, perchè non è pronto a vivere una nuova storia. Pensiamo a tutte queste cose, cerchiamo giustificazioni che rendano meno duro l’accettare che non siamo piaciute a qualcuno.
Invece potremmo, o forse dovremmo, semplicemente guardare la verità dritta in faccia e fare un ragionamento semplice e lineare come un uomo:
non mi chiama = non mi vuole chiamare,
non mi cerca = non mi vuole vedere.
Punto, basta. Semplice. Accettiamo il fatto che non possiamo piacere a tutti, il mare è pieno di pesci e e voltiamo pagina. Non sarà certo facile, specie per il nostro ego, accusare il colpo di non esser piaciute a qualcuno, ma ci farà risparmiare tempo, fatica, lacrime e dolori. Non ci salverà per sempre dal male, ma potremmo risparmiarcene un po’ per chi lo merita davvero.
Ecco un paio di verità uscite dai dialoghi di questo film.
Se un uomo non ti chiama, non vuole chiamarti.
Sempre?
Si, sempre.
Se un uomo ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo di te, non gliene frega un cazzo di te davvero, senza eccezioni.
E’ una balla la storia della scintilla
Davvero?
Tutta una balla.
Illuminami.
Noi uomini abbiamo inventato la scintilla per poter non richiamarvi, per trattarvi male, tenervi sulla corda, per poi convincervi che l’ansia, le paure, le incertezze che ne derivano in realtà sono la vera scintilla e voi donne ve la bevete, ve la mandate giù e vi piace, vi piace perchè vi nutrite di questi drammi, tutte voi amate il melodramma.
Io rimpiango i giorni in cui c’era solo un numero di telefono e una segreteria telefonica e in quella segreteria telefonica c’era una cassetta e su quella cassetta o c’era un suo messaggio o non c’era. Adesso invece devi correre a controllare tutti i portali solo per sentirti rifiutata da sette tecnologie diverse. E’ stressante.
Preferisco essere così che essere come te. Magari io disseziono ogni piccola cosa e a volte mi espongo troppo, ma almeno ho dei sentimenti. Tu credi di essere forte perchè tutte le donne sono intercambiabili per te, tu sicuramente non soffrirai o non ti renderai ridicolo così, ma così non ti innamorerai mai. Tu non sei forte, tu sei solo. Io farò una serie infinita di cazzate, ma so di essere più vicina all’amore di quanto lo sia tu.
E quest’ultima citazione mi ha colpita a fondo, perchè sono quella che si è resa anche ridicola, ma sempre con stile, quella che combina una marea di cazzate. Ma in fondo in fondo ci credo ancora, nonostante tutto.

TwtBox: Canzoni su Richiesta
30, Giugno 2009C’è stato un tempo in cui telefonavamo alle radio locali per fare delle richieste musicali o delle dediche ai nostri amici/amori. C’era una data fascia oraria dedicata proprio a questo e mi ricordo come io e tutte le mie amiche a quell’ora stessimo incollate alla radio aspettando una dedica.
I tempi cambiano. Non ci facciamo più le dediche, molte radio locali nemmeno esistono più, eppure sentire le proprie canzoni preferite su richiesta quando non hai vicino il tuo lettore mp3 o i tuoi cd è una cosa che tira ancora.
Ho da poco scoperto TwtBox. La rete purtroppo non pullula di informazioni dettagliate su questo servizio, ho fatto qualche ricerca ma non ho risposto alle mie domande- curiosità.
Sembra che l’ideatore sia un certo Michael Murray o per lo meno vi ha lavorato da quanto scritto nel post che spiega un po’ Twtbox.
In sostanza si tratta di un servizio di richieste musicali tramite twitter. Chiunque può inviare una richiesta gratuita inviando un tweet @twtbox con il titolo della canzone che desidera sentire e potrà averne il video in streaming (con fonte youtube) sul sito Twtbox.
Si riceverà una reply da twtboxdj al momento della messa in onda della propria richiesta, così da non perdersela.
Io ho fatto delle prove. I tempi sono rapidissimi. Tutte le mie richieste sono state messe online alla fine del video che era in corso, quindi direi immediatamente.
Ho provato a richiedere classici della musica rock internazionale, ultime hits, musica dell’ambiente alternativo italiano e perfino un cimelio del 78 di Anna Oxa. Hanno trovato tutto, e tutto rapidamente.
La pagina di Twtbox è semplicissima. Su uno sfondo nero si presenta il video di youtube della canzone e sotto ad esso il testo Requested by xxx (dove xxx è il nickname twitter) e le semplici istruzioni per fare la propria richiesta. Un banner pubblicitario. Fine.
La mia curiosità mi ha spinto a cliccare sui nickname che comparivano dopo il requested by. Non tutti avevano inviato una richiesta diretta come le mie @twtbox, alcuni erano twit da blip.
Mi continuo a chiedere come funzioni il discorso, se nei momenti di assenza di richieste il sito cerchi twit che partono da Blip e li mandi o se Blip offra un collegamento ad esso.
Last.fm avrà anche messo l’ascolto su richiesta a pagamento, ma adesso abbiamo Twtbox
Mentre attendo che questo fantomatico Murray risposta al mio messaggio su twitter, faccio un po’ di richieste e spero le facciate anche voi

Me ne sono andato perchè ti ero fedele
29, Giugno 2009Me ne sono andato perché ti ero fedele e non avrei potuto nutrire quella mia fame interiore se non con vero amore. E naturalmente, me ne sono andato perché tutto il mio affamato cuore era disponibile quando mi son imbattuto nella persona giusta. Ho capito che quella persona mi considerava non come un marito da gestire ma come un uomo, anzi, neanche come un uomo, ma come un essere infinitamente interessante e prezioso, che amava la sensazione del suo tocco sulla pelle. E anch’io, quando lei mi toccava così, mi sentivo così bene che potevo distintamente sentire quella cosa sconnessa, che vagava famelica dentro di me, rovesciarsi sulla schiena e, per la prima volta, diventare un tutt’uno con il resto del mio essere.
Estratto da Elle,
di non so che anno nè che mese,
probabilmente di quando leggevo ancora qualche rivista femminile.

L’avrei sposato.
28, Giugno 2009Con lui è stata una rivelazione. Niente cose bizzarre, non è che mi abbia insegnato il kamasutra. Se mai qualcosa di molto più semplice anche se, come si dice, le cose semplici sono le più difficili. Con lui non facevo sesso, facevo l’amore. Che è diverso. Molto diverso. Non era ginnastica, non erano i venti minuti di rito, o addirittura undici per dirla con le parole di Paulo Coehlo. Era un incontro fatto soprattutto di testa e di cuore. Dove il tempo si dilatava, si gonfiava, si espandeva, perché cu si accarezzava anche con le parole, i discorsi, le risate. Ci si interrompeva. Ci prendevamo delle pause. Hai fame? Mi diceva. Sì, e allora eccoci in cucina a prepararci un piatto di spaghetti mentre l’acqua bolliva e quel gorgogliare si intrecciava al nostro chiacchiericcio, la passione ricominciava e i baci e le coccole e di nuovo le battute. L’avrei sposato. Ma non potevo: era già sposato.
Estratto da Elle,
di non so che anno nè che mese,
probabilmente di quando leggevo ancora qualche rivista femminile.

Il miglior augurio
27, Giugno 2009Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non
solo per te stesso,ma anche per donarlo agli altri.
ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno , ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Michael Jackson è morto. E se muoio io…
26, Giugno 2009Stanotte, come ormai certamente tutti sapete, è morto Michael Jackson. La rete non ha dormito stanotte per fare a gara a chi scriveva per primo il post sulla sua morte, a chi twittava per primo la fonte ufficiale che rendesse certa la notizia. I facebookomani si sono scatenati nella condivisione di video a tema, nell’aggiornamento di stati di commozione improvvisa, nella creazione di gruppi pro e contro la figura del re del pop.
Gli unici due post che vi linko sono questi:
- Spinoza – Riposi in Ace
- Picchu – Thriller
La mia vita non cambierà, non cambierà nemmeno quella di chi improvvisamente si è ricordato della sua esistenza.
Perchè è sempre così: quando muore qualcuno lo si dipinge sempre come meraviglioso, lo si ritiene sempre come qualcuno che ci mancherà, sembra che vi faccia sentire fighi dire “io lo conoscevo”, “io lo amavo”.
Ma quanti realmente si sono interessati alla sua esitenza finchè lui era in vita? (parlo di fan, o presunti tali, non di parenti e amici veri).
Quanti hanno davvero una lp, una cassetta o un cd o ne conoscono realmente i pezzi oltre a Thriller?
Inutile adesso commemorare la sua dipartita con video su video, inchieste sulle reali cause della morte, ricerca di uno scandalo che il più delle volte non c’è per trasformare un cantante in leggenda, cofanetti edizione limitata, pezzi inediti e aste milionarie per le cose del defunto, solo per business. Succederà questo. Come è successo per tanti altri grandi del panorama musicale o dello spettacolo.
E questo mi ha ricordato quanto fastidio può dare vedere gente struggersi per la morte di qualcuno che non conoscevano nel profondo, che non vedevano con l’alibi di assurde scuse come il tempo scarso o le distanze, che di nascosto magari detestavano o infangavano.
E questo mi fa sempre dire che non tutti dovrebbero essere ammessi ai funerali, non tutti dovrebbero partecipare al dolore di famiglie e amici, anche perchè tanti lo fanno perchè si deve, per vedere chi c’è, per sapere di più, per vedere come reagisce la gente, non per dare un ultimo saluto col cuore. C’è chi durante un funerale si guarda in giro a vedere chi piange di più, persone che piangono per circostanza, chi manda sms dicendo di essere devastati dal dolore invece di staccare il cellulare, chi va in chiesa per conversare e raccattare gli ultimi gossip buoni. Schifo. Queste cose si vedono, le ho viste e io le detesto.
Al mio funerale ci sarà una blacklist, sappiatelo.

Be Your Friend
25, Giugno 2009L’amicizia verso se stessi è di fondamentale importanza, perché senza di essa non si può essere amici di nessun altro.











